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    Vacanze italiane, cosa vedere in Val d'Orcia in 3 giorni.

    il mio itinerario breve con le tappe e i ristoranti da non perdere. Racconti del periodo Covid
  • Storie di viaggi
  • Vacanze italiane, cosa vedere in Val d'Orcia in 3 giorni.
  • 11 febbraio 2026 di
    Yuliya Dyachuk

    Cosa vedere in Val d’Orcia in 3 giorni, il mio itinerario breve con le tappe e i ristoranti da non perdere. Racconti del periodo Covid.

    Il 2020 è stato un anno pieno di imprevisti, nonostante la pandemia abbia bloccato numerosi paesi, molti italiani avranno la possibilità di riscoprire il bel paese. Io in primis. 

    Le mie ferie in precedenza, sempre in inverno, mi portavano a scegliere sempre mete tropicali. Quest’anno avendole avuto ad agosto, chiamatela fortuna o sfortuna, ho avuto l’occasione di vedere dei posti bellissimi.

    La mia non esperienza dell’essere in ferie ad agosto, mi ha fatto prendere la pessima decisione di partire il primo sabato della settimana di ferragosto: ovviamente bollino nero. 

    Bhe che dire, oltre ad aver trovato tutto il nord Italia che si spostava, ci hanno accompagnato i 39 gradi costanti.

    Il tempo iniziale, previsto, di percorrenza era di 4 ore, che alla fine si sono trasformate in 7. Esauste, non ne potevamo più di stare in autostrada, abbiamo preso l’uscita poco dopo Siena verso Asciano. La scelta si è rivelata essere una delle migliori. 

    Primo giorno in Val d’Orcia

    La prima tappa è stata l’agriturismo Baccoleno ad Asciano, con un bellissimo e lunghissimo vialone di cipressi. Se non fai una foto con i cipressi non puoi dire di essere stato in Val d’Orcia, giusto? 

     

    Dopo aver ammirato il panorama e fatto un breve set fotografico, siamo risalite in macchina direzione Montalcino. 

    La strada che da Asciano porta a Montalcino, è una delle strade più belle che abbia mai percorso. Un paesaggio unico che sembra quasi un quadro. Abbiamo fatto tante piccole fermate intermedie per non perderci nulla. 


    All’arrivo a Montalcino ormai esauste ed affamate, abbiamo scelto La Taverna di Baietto  per il nostro pranzo. Cibo ottimo e di qualità e porzioni abbondanti: io crostoni toscani e pici con ragù di cinghiale, mentre la mia amica bruschetta con crudo e carpaccio di chianina; il tutto rigorosamente accompagnato da due bei bicchieri di Rosso di Montalcino. 

    A Montalcino non abbiamo seguito un percorso prestabilito, ma abbiamo deciso di perderci tra le strette vie del paese. Questo borgo circondato da mura medievali, si trova a circa 600 metri di altezza, una posizione strategica che vanta di una vista panoramica sulle bellissime colline sottostanti. All’arrivo, si viene immediatamente catapultati indietro nel tempo. 

    In un itinerario breve come il nostro, in questo borgo, non sono da perdere la Rocca , ovvero la fortezza medievale e il Palazzo dei Priori con la sua lunga torre affacciata sulla Piazza del Popolo. 

    Lungo le viuzze del paese ci sono numerosi negozietti ed enoteche tipiche, dove fare degustazioni di vini e acquistare prodotti locali. Io personalmente avrei comprato di tutto, peccato che facesse così tanto caldo, perchè non penso che gli acquisti sarebbero arrivati alla fine dei 3 giorni. 

    La visita e il pranzo “leggero”, ci hanno dato la dose finale di stanchezza e abbiamo deciso di dirigerci verso l’hotel. Abbiamo scelto di alloggiare a Chianciano Terme all’Hotel Montecarlo. Un 3 stelle impeccabile. Personale davvero cordiale, pulizia ottima e una fantastica piscina sul tetto con vista spettacolare. 

    Tornando verso l’hotel, lungo la via Cassia, abbiamo trovato i famosi cipressi di San Quirico d'Orcia . Non sono altro che due gruppi di cipressi isolati, in cima alla collina però molto particolari e simbolo dell’intera Toscana. 

    Già dalla mattina, nel traffico, sognavamo la Fiorentina che avremmo mangiato la sera stessa. Arrivate al Ristorante Hostaria il Buco a Chianciano Terme, ci siamo subito rese conto di essere ancora sazie dal pranzo. Non potevamo affrontare una Fiorentina in quelle condizioni, quindi via di tagliata e filetto, accompagnati da verdure alla griglia. Il ristorante, lo dice il nome stesso, è molto piccolo, quindi vi consiglio di prenotare prima. La carne è eccezionale e ottimo anche il vino della casa. Per concludere col botto un bel dolce, no scherzo, non c’era spazio neanche per quello, solo per un sorbetto al limone per "sgrassare".

    Secondo giorno in Val d’Orcia 

    Riposate e più cariche di prima, riprendiamo il nostro tour.

    Prima tappa prevista: Pienza, la città ideale.

    Questo piccolo borgo, anch’esso sopra il colle, gode di una posizione strategica e una vista mozzafiato. Abbiamo parcheggiato verso la fine del paese e percorrendo tutta la terrazza panoramica abbiamo raggiunto il centro.

    Pienza è davvero un paesino che rimane nel cuore, il centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità nel 1996. Tutto in stile rinascimentale, questo borgo, lascia senza parole. Percorrendo corso Rossellino, e perdendomi tra i paesaggi tipici, botteghe ed enoteche, si arriva in Piazza Pio II.

    Piazza Pio II è davvero particolare, ci si ritrova circondati da numerosi edifici: il Duomo con accanto il Palazzo Piccolomini, la Cattedrale dell’Assunta, Palazzo Borgia e il Comune. Qua vicino troverete la via dell’amore e la via del bacio, per fare una passeggiata romantica o semplicemente per ammirare il panorama. 

    Pienza si gira in poco tempo e come sempre abbiamo girato il borgo vagando per le vie, senza un senso logico.

    A pranzo abbiamo optato per una cosa semplice e veloce, due panini in un salumificio tipico; uno con porchetta e pecorino di Pienza e l’altro con bresaola di cinghiale. Dico solo una cosa: spaziali. Il salumificio si chiama “Nannetti & Bernardini” e si trova in corso Rossellino 18, non lontano dal Duomo. Come recita il detto “poca spesa massima resa”.

    Una volta presi i panini, ci siamo dirette al lato del Duomo, dove c’è il pozzo. Mangiare con una vista sulle colline toscane è stato davvero rilassante.

    Finito il pranzo e recuperato le forze, proseguiamo il viaggio verso San Quirico d’Orcia. Lungo la strada che da Pienza porta in questo paesino, si trova la Cappella della Madonna di Vitaleta 

    Un posto da cartolina, che non è da perdere.

    Per trovarla abbiamo fatto un po’ fatica. Le mie mappe non trovavano la posizione esatta, ma per fortuna c’erano le indicazioni (piccole, ma c’erano). La strada che si percorre è sterrata e a un certo punto bisogna continuare a piedi, il parcheggio dista circa 800 metri dalla cappella.

    È stata un’ottima idea visitarla all’ora di pranzo, abbiamo trovato pochissime persone, forse non erano neanche una decina. L’unico punto negativo di quell'ora: i 40 gradi. La camminata sotto il sole cocente sembrava infinita, però, ne è valsa la pena. già al nostro ritorno alla macchina, il parcheggio si era riempito. 

    La cappella non è grandissima, però vi lascerà senza fiato. In cima alla collina, con i cipressi ai lati, è davvero unica e il paesaggio intorno lascia quella sensazione di infinito e stupore. Può offrire diversi effetti in base alla stagione in cui la si visita. 

    Ritornate in strada, abbiamo raggiunto San Quirico d’Orcia; un paesino piccolissimo, in stile medievale. In passato, San Quirico d'Orcia, era una tappa importante, i pellegrini che percorrevano la via Francigena, per raggiungere la città eterna, si fermavano qui. 

    San Quirico d'Orcia si gira veramente in poco tempo. Le cose da non perdere sono sicuramente: la Collegiata, la Chiesa di San Francesco, la chiesa di Santa Maria Assunta con il giardino delle rose a lato e gli Horti Leonini, un bellissimo giardino all’italiana dove riprendere le forze e rilassarsi. 

    Nel nostro percorso era prevista una breve tappa anche a Bagno Vignoni, ma il caldo era terribile e non si respirava, così abbiamo deciso di andare dirette a Bagni San Filippo.

    Lungo il tragitto ci siamo imbattuti in uno dei luoghi più fotografati della zona: Poggio Covili. Agriturismo con il famosissimo viale di cipressi, che spopola in tutte le foto della Val d'Orcia. Ovviamente, ci siamo fermate per scattare qualche foto. Questo posto nonostante l’avessi visto in mille foto, mi ha lasciata incantata.  

    A Bagni San Filippo c’è una delle numerosi sorgenti termali della Toscana, il Fosso Bianco. Dopo aver parcheggiato si raggiunge tranquillamente a piedi lungo un sentiero, ben segnalato e molto grande.

    Questa sorgente termale non è molto conosciuta e questo la rende ancora più intrigante. 

    Ci sono enormi formazioni calcaree, piccole cascate e piscine naturali di acqua calda dove rilassarsi. La temperatura dell’acqua non è caldissima, il fiume che passa li, si incontra con la sorgente calda e questo mix crea una temperatura perfetta dov’è si può stare per ore intere. 

    Ci sono numerosi punti dove fare il bagno, noi siamo scese lungo il sentiero arrivando verso la fine. C’era meno gente, quindi meno casino ed era più riparato e “intimo”. 

    Pronte per il bagno e un po’ di relax, una coppia ci segnala che una vipera girava proprio dove eravamo noi. Immaginate l’ansia in quel momento: un’acqua che non è limpida e soprattutto che scorre, il fondo mezzo fangoso e con i sassi che, trasportati dall’acqua, sbattevano contro i piedi; mi sembravano tutti quella vipera. Per fortuna siamo riuscite a dimenticarci di questo particolare quasi subito. Alla fine, Il tempo passato li è stato molto rilassante e piacevole. 

    Rientrate in hotel, dopo una sistema veloce, andiamo al ristorante “ L'Assassino” sempre a Chianciano Terme. Subito pronte e con il menu in mano, ordiniamo la Fiorentina. Il cameriere ci avvisa che era l’ultima rimasta e arriva con il vassoio in mano annunciandoci i kg. DUE. Non era destino che noi assaggiassimo la Fiorentina in Val d'Orcia. 2kg erano esagerati per i nostri standard, quindi pappardelle al cinghiale e tagliata. Anche qui i piatti erano qualcosa di spettacolare: le pappardelle fatte in casa e carne che si scioglieva in bocca. 

    Terzo e ultimo giorno in Val d'Orcia

    Tristi di dover partire, ci dirigiamo verso quella che sarà l’ultima tappa: Montepulciano, città medievale in cima alla collina che offre una vista sulla Val d'Orcia e Val di Chiana. 

    Parcheggiato a valle, poi fatto una strada tutta in salita, abbiamo raggiunto le porte della città. Lo sapevate che qui hanno girato una scena del film New moon, la saga di Twilight?  

    Lungo la via principale del paese ci sono numerosi negozierai tipici e tante enoteche. 

    Essendo l’ultimo giorno abbiamo fatto un po’ di shopping enogastronomico: pecorino, vino tipico della zona, cantucci e vin santo, pici e per non farci mancare niente anche il tartufo.

    Dopo questo ultimo giro è giunta, purtroppo, l'ora di risalire in macchina e tornare a Milano, sperando di non trovare lo stesso traffico dell'andata!

    Riassunto itinerario 3 giorni in Val d'Orcia

    • Giorno 1: Asciano - Montalcino - Chianciano Terme. 

    Punti di interesse: Agriturismo Baccoleno ad Asciano, Montalcino - la Rocca il Palazzo dei Priori e Piazza del Popolo, lungo la via Cassia, si trovano i cipressi di San Quirico d'Orcia.


    Ristoranti ed hotel: Hotel Montecarlo e Ristorante Hostaria il Buco a Chianciano Terme, Montalicno - La Taverna di Baietto.

     

    Cosa mangiare: crostoni toscani, pici, carne e ovviamente vino rosso.

    • Giorno 2: Pienza - Cappella della Madonna di Vitaleta - San Quirico d'Orcia - Bagni San Filippo 

    Punti di interesse: Pienza - corso Rossellino, Piazza Pio II, Duomo con accanto il Palazzo Piccolomini, la Cattedrale dell’Assunta, Palazzo Borgia e il Comune, via dell’amore e la via del bacio, la Cappella della Madonna di Vitaleta, San Quirico d'Orcia -  la Collegiata, la Chiesa di San Francesco, la chiesa di Santa Maria Assunta con il giardino delle rose a lato e gli Horti Leonini, Poggio Covili -  agriturismo con il famosissimo viale di cipressi, che spopola in tutte le foto della Val d'Orcia, Bagni San Filippo - con sorgente termale il Fosso Bianco.

    Questa sorgente termale non è molto conosciuta e questo la rende ancora più intrigante.


    Ristoranti ed hotel: salumificio si chiama “Nannetti & Bernardini” a Pienza e ristorante “ L'Assassino” a Chianciano Terme.


    Cosa mangiare: pappardelle al cinghiale, tagliata, panini con salumi e formaggi tipici.

    • giorno 3: Montepulciano

    Punti di interesse:  Piazza Grande,  Pozzo dei Grifi e dei Leoni, Palazzo Comunale, Chiese del centro storico  e Chiesa di San Biagio.

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